B A R U C

B A R U C

 

 

Tra la folla, che in quel giorno di festa gremiva le vie di Gerusalemme, l'asinello avanzava a fatica, attento a compiere bene il suo lavoro. Prima d'allora non aveva mai trasportato nessuno e "l'Uomo dal volto buono" che lo cavalcava doveva essere proprio una persona importante, a giudicare da tutto quel trambusto:

 

"Osanna!

Benedetto Colui Che Viene Nel Nome Del Signore

Osanna Al Re Di Israele!"

 

Acclamava la gente intorno.

UN RE! Lo sormontava un VERO RE! Preso dal panico, Baruc si impuntò, ma "l'Uomo dal volto buono" gli fece scivolare una carezza tra le orecchie, quasi per incoraggiarlo. Allora, per la prima volta, il piccolo ciuco si sentì importante. Drizzò le orecchie puntute, dilatò per benino le narici e, con fierezza, assunse un'andatura maestosa e controllata, degna di un vero destriero.

Un istante dopo le porte di Gerusalemme si spalancarono al loro passaggio e la festa raggiunse il massimo dell'esaltazione; mantelli di ogni foggia e colore venivano gettati sotto i suoi zoccoli mentre lunghe foglie di palma raccolte dalla gente, ombreggiavano il volto del Suo Signore al ritmo di canti e danze e inni di lode...

 

 

"ALLORA, DICO A TE! SEI O NON SEI IL CIUCO CHE PORTAVA A SPASSO IL GIUDEO?".

Il tono minaccioso scosse Baruc dai ricordi, per richiamarlo accanto al fuoco, dove si ritrovò circondato dai cavalli dei soldati.

"No. Vi sbagliate. Non sono io!" si schermì tremando il piccolo asino.

"BUGIARDO! TI HO RICONOSCIUTO BENISSIMO" incalzò minaccioso il più truce del gruppo "ANCHE TU ERI CON LUI E COME LUI DEVI FINIRE IN PRIGIONE".

Baruc prese a indietreggiare, continuando a ripetere "No, non é vero. Io non lo conosco" poi si voltò e fuggì via piangendo. Lontano, un gallo cantò tre volte annunciando l'imminenza del giorno.

Era ormai acquattato da ore tra gli ulivi dell'orto, il piccolo ciuco, quando un tramesto di grida lontane attirò la sua attenzione. Cautamente Baruc uscì allo scoperto, mescolandosi alla folla che correva verso il Golgota e solo quando giunse ai piedi del Calvario... capì.

Il suo RE avanzava a fatica tra le frustate dei soldati e gli sputi della gente, sorreggendo un pesante trave che, ad ogni passo, si conficcava nella carne, scavando solchi di dolore. Una corona di spine gli trafiggeva il capo, mentre grosse gocce di sudore e sangue gli offuscavano la vista.

Dimentico di ogni prudenza, Baruc prese a seguire febbrilmente il corteo, incespicando lungo le pendici del Calvario. Su, su, sino allo spiazzo dove tre pali infissi nel terreno aspettavano i condannati.

E i condannati arrivarono...

Non un grido uscì dalle labbra dell'Uomo, mentre i chiodi si incarnavano nel legno... e ad ogni colpo il cuore di Baruc sanguinava un po' di più.

Nessuna risposta al richiamo dell'Uomo, crocifisso contro il cielo... e nel silenzio della folla Baruc ragliò più forte la sua disperazione.

Nemmeno un esercito arrivò a liberare il suo Re e quando "l'Uomo dal volto buono" reclinò il capo per accogliere tutto il dolore del mondo... il cuore di Baruc si spezzò.

Due giorni e due notti vagò il piccolo ciuco, come folle poi, la mattina del terzo giorno, mentre un'alba livida a fatica riusciva a vincere le tenebre, giunse al Sepolcro dove avevano rinchiuso il Suo Signore e "DOV'E'?" domandò con impeto ai cavalli dei centurioni.

"NON E' PIÙ QUI" gli risposero, con le froge ancora dilatate dalla paura “E' RISORTO! Legioni di angeli e cherubini sono venuti a prenderlo, mentre una gran luce ha accecato l'oscurità della notte. Quell'uomo era veramente il figlio di Dio!".

Sorrise Baruc. "L'Uomo dal volto buono", che in un giorno di festa gli aveva fatto scivolare una carezza tra le orecchie, era davvero un RE...

Il sole, che incominciava a filtrare tra i rami, illuminò il Sepolcro vuoto, per fermarsi negli occhi dell'asinello dove un'altra luce, più viva, ne offuscò i raggi...

 

…una LUCE che avrebbe illuminato per sempre il cuore del piccolo Baruc.

 

Lidia Menorello

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