IL NATALE DI SIRIO

IL NATALE DI SIRIO

illustrazioni di Alice Socal

 


 

 

Era il 25 dicembre dell'anno 3001, sul pianeta Terra…

 

Sirio, lo Spazzino Galattico, girava tra le stelle per raccogliere detriti cosmici. Da anni gli uomini erano riusciti a riciclare tutto, proprio tutto... ad eccezione delle PAROLE e a lui era stato affidato il compito di prendere e portare al DISINTEGRATORE, dopo averle sottoposte al Giudizio Stellare del Gran Giurì, quelle che non si usavano più o delle quali non si ricordava più il significato.

Erano sempre meno i vocaboli inutili che Sirio ritrovava, dimenticati tra una stella e l'altra, o abbandonati sulla via Lattea. Da molto tempo gli uomini si erano impegnati a tenere in vita parole come "FRATELLANZA - AMORE - DISPONIBILITÀ" e a cancellarne altre come "ODIO - GUERRE - RAZZISMO". Presto non ci sarebbe stato più bisogno di uno spazzino galattico. Eppure Sirio sentiva che mancava qualcosa! Mancavano PAROLE NUOVE (o antiche... dimenticate da qualche parte e mai ritrovate!), parole che, ne era certo, avrebbero dato un senso a tutto questo, avrebbero dato un senso all'ARMONIA stessa dell'UNIVERSO! Non voleva andare in pensione senza avere prima regalato all'Umanità qualcosa di veramente speciale. Così si mise alla ricerca...

Era talmente assorto nei suoi pensieri che non si accorse neppure di una cometa di passaggio e, maldestramente, vi inciampò. Si chinò allora, brontolando, per districarsi dalla coda fosforescente, nella quale era rimasto impigliato, quando... 0H MERAVIGLIA... imbrigliata tra i filamenti di questa, vide una parolina piccola, piccola. Sirio la raccolse delicatamente e la osservò. Fragilissima, quasi un ricamo, la parolina giaceva nel cavo della sua mano. Sarebbe bastato un soffio, un refolo leggero di vento, per dissolverla, così impalpabile, inconsistente. Sembrava volesse svanire da un momento all'altro.



"Chissà da quanto tempo vaga per l'Universo nell'attesa di essere riscoperta dagli uomini?" pensò Sirio, leggendo il vocabolo trasparente. "NA TA LE..."   NO, NON GLI DICEVA PROPRIO NIENTE!

Eppure qualcosa nella sua memoria lontana tremò, ma era così indistinto e vago il ricordo... che Sirio continuò a leggere "NATALE" senza capirne il significato.

Chiuse allora la mano con dentro il suo fragilissimo tesoro (perché di TESORO si trattava. Il suo istinto di Spazzino Galattico non poteva sbagliare) e si avviò di corsa dal Gran Giurì. La parola venne subito trasmessa per tutto l'Universo, via onde cerebrali, nella speranza che qualcuno ne conoscesse il significato... e iniziò, così, una lunga attesa...

 

TUTTO L'UNIVERSO ERA IN ATTESA!

  


Ma il pianeta Terra, avvolto nella notte siderale, udì solo il silenzio...

Era quasi mezzanotte, quando il Consiglio del Gran Giurì decise di condannare al DISINTEGRATORE il "natale".

 

"Eppure" pensò Sirio "avrei giurato che a qualcosa servisse!" poi, appesantito da mesti pensieri, uscì dall'edificio, mentre qualcosa, nella sua memoria lontana, gli sussurrò che l'ultima SPERANZA stava per essere incenerita e due lacrime rotolarono lungo le guance del vecchio spazzino galattico.

Nel frattempo, miliardi di megatoni avevano preso a bombardare la PAROLA che, piano piano, andava svanendo, dimenticata...

Poi, all'improvviso, proprio nell'attimo in cui stava per dissolversi per sempre... il "NATALE" DECISE DI NON MORIRE!!!

Incominciò, allora, a moltiplicarsi in tanti frammenti di vocaboli, che presero ad uscire dal disintegratore su, su, nello spazio siderale. Miriadi di palpitanti frammenti luminosi si ricongiunsero in cielo, dando vita ad una gigantesca STELLA COMETA, che richiamò l'attenzione di tutti gli uomini. Questi guardarono in su e, finalmente, seppero cosa volesse dire "NATALE"... in quell'attimo scoccò la mezzanotte!

 

…Era il 25 dicembre dell'anno 3001 sul pianeta Terra, e da quella notte parole nuove, ma antiche come millenni, presero a vivere un'altra volta nel cuore degli uomini!

 

 

BUON NATALE A TUTTO L’UNIVERSO…


 

…E AD OGNUNO DI VOI CARISSIME LETTRICI E CARISSIMI LETTORI

CON AFFETTO E TENEREZZA…

INFINITI !!!!

 

 

Lidia Menorello

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