P A L L I N O

P A L L I N O

 

Illustrazioni di Fabio M. Bodi

 

 

 

Pallino, il figlio più piccolo di Mamma Neve e Babbo Sole, aveva tanto insistito, tanto promesso, tanto pregato... che alla fine era riuscito ad ottenere il permesso di andare a vedere la Terra (privilegio concesso solo ai Fiocchi di Neve in età adulta).

Le sue sorelle, petulanti e spigolose, spesso si cristallizzavano per scendere in strepitanti grandinate e, al ritorno, con il cuore di ghiaccio che si ritrovavano, raccontavano con soddisfazione le bellezze che avevano visto sulla Terra, aumentando la curiosità di Pallino. Ma a lui non era mai stato concesso di allontanarsi dalle morbide gonne di Mamma Neve. L'indomani, invece, sarebbe finalmente partito!

Durante la notte dormì male, era agitato e inquieto così quella mattina, tra gli altri Fiocchi, appariva ancora più pallido.

"Mi raccomando, stai attento a non sporcarti e divertiti!" stava dicendo la Mamma, mentre lo accompagnava alla Grande Nuvola da Trasporto.

"I signori passeggeri sono pregati di allacciare le cinture" avvertì una voce suadente. Poi un rombo di tuono annunciò la partenza e lentamente la nuvola prese il volo. Dopo alcune ore si fermò sopra una pianura calma e fredda. I Fiocchi vennero sospinti sulla passerella di lancio e venne ordinato loro di "scendere".

Pallino chiuse gli occhi e si lanciò, volteggiando piano piano, sino a quando una sferzata di gelido vento glieli fece riaprire. Guardò su: nel cielo plumbeo la Grande Nuvola da Trasporto si stava allontanando in direzione di casa. Guardò giù... dal basso la Terra si stava avvicinando ed occhieggiava tra un carosello di Fiocchi bianchi di ogni dimensione!

Dopo una prima discesa rapida, il minuscolo paracadute d'aria si aprì e il nostro piccolo amico prese a scendere con più lentezza, volteggiando silenzioso. Un brivido percorse il corpo tondo di Pallino che, per un attimo, si sentì perduto.

Scese per tutto il giorno, con lentezza esasperante. Dall'alto vedeva le grandi città raccontate dalle sorelle, con strade frenetiche e brulicanti di gente indaffarata, che non aveva tempo... per prendersi un po' di tempo. Città dove tutti PRODUCEVANO qualcosa che veniva consumato in tutta fretta, per poterne PRODURRE subito un altro po' da consumare con altrettanta velocità per poi... e comprese che non voleva scendere lì. Così si aggrappò ad un alito di vento e si lasciò condurre oltre.

Vide i ghiacciai eterni, freddi e immoti, circondati da montagne e boschi, dove gli animali costruivano tane per sfuggire ai cacciatori o al fuoco distruttore degli uomini... e comprese che non voleva scendere lì. Si aggrappò più saldamente al filo di vento e proseguì.

Vide il grande oceano, dove da sempre i pesci annegavano in un oscuro mare di petrolio e, muti, da sempre tacevano un grido che nessuno voleva udire... e comprese che nemmeno lì sarebbe sceso.

Era ormai notte. Tutti i Fiocchi di Neve avevano trovato un posto dove scendere, solo Pallino continuava a volteggiare impaurito, senza avere il coraggio di imitare i suoi compagni quando, illuminato da mille palline colorate che pendevano da minuscoli alberelli, vide un piccolo paese. Incuriosito, il Fiocco di neve lasciò il filo d'aria e volteggiando verso la valle raggiunse la piazza principale, dove troneggiava un grande abete illuminato. Esausto, Pallino si posò sulla sua cima e si abbandonò ad un sonno ristoratore...

 

 DIN DON DIN DON

EVVIVA ALLELUIA E' NATO IL DIVIN SALVATORE

 

...Ma aveva da poco chiuso gli occhi, che la porta della Chiesa si aprì e la gente festante uscì nella piazza. "Oh, guardate, è scesa la neve! Com'è bella!" esclamò qualcuno e poi "BUON NATALE! BUON NATALE A TUTTI!" presero a dire sorridendo e abbracciandosi, gli uomini e le donne e i bimbi e gli anziani e i giovani del piccolo paese.

"Sì, la terra è proprio bella" pensò Pallino che finalmente aveva trovato un posto dove fermarsi. Poi si fece festa tutta la notte mentre Pallino, confuso tra le lampadine colorate e i fili d'argento dell'albero di Natale, sorrideva felice...

Lo trovò così la mattina dopo, Babbo Sole, addormentato sulla cima dell'abete, con un pallido sorriso disegnato sul volto candido. Allora lo strinse dolcemente tra le calde braccia, badando bene di non svegliarlo e, avvoltolo nei suoi tiepidi raggi, lo riportò su da Mamma Neve… per festeggiare insieme il suo primo Natale da Fiocco di Neve.

 

 

Carissime Lettrici e Carissimi Lettori

questa Fiaba la dedico ai Voi e ai Vostri Bambini

Come regalo per un FELICE E SERENO NATALE

 

"BUON NATALE! BUON NATALE A TUTTI!"

 

Con Tanto Affetto la Sempre Vostra

 

Marmotta Lidia

 

 

 

Lidia Menorello

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