"ROSSO" IL DADO

"ROSSO" IL DADO

 


Illustrazione di Alice Socal

 

 

 

Rosso, il dado, si era stancato di quella vita. Non ne poteva proprio più di essere lanciato e rilanciato innumerevoli volte... per poi ritrovarsi sempre sul panno verde, appoggiato ad una delle sei facce. Lui era un dado libero e da molti giorni sentiva crescere dentro una frenesia incontrollabile. Insomma, diciamolo, a lungo andare passare la propria vita solo per "dare i numeri" era davvero umiliante!

 
Così, alla fine di una serata uguale a molte altre, Rosso decise di fuggire dal Casinò. Un colpetto a destra, uno un po' più forte a sinistra, uno in basso, un altro in alto e "voilà" Rosso si trasformò, dopo molti sforzi, in una magnifica pallina da Roulette. Poi, lentamente, iniziò a rotolare lungo il tappeto verde.

 
PLIN PLON PATAPLAN.

 
Sempre più velocemente guadagnò l'uscita, saltellò sui gradini di marmo e si ritrovò sul prato inglese, tagliato da poco. Com'era bello il mondo e quante stelle lassù! Un brivido fece tremare Rosso. Era solo. Un piccolo ex-dado sperduto in un mare d'erba.

 

Se ne stava così estasiato a contemplare il mondo, quando sentì singhiozzare qualcuno poco lontano. "Chi piange?" Sussurrò timoroso e rotolò verso il cespuglio. Diafana, lucida, levigata... la pallina che gli apparve, sembrava una piccola luna sulla cui superficie si fossero fermate tutte le stelle del cielo.

 
"Cosa vi è accaduto Signorina?" balbettò il piccolo dado.

 
"Ahimè, sono rotolata quaggiù e nessuno e più venuto a prendermi. Chi mi riporterà alla mia Roulette?! Ahimè!".

 

Com'era penoso vederla piangere così... e com'era bella la giovane pallina d'avorio. Rosso non aveva mai sentito il cuore saltellare furiosamente come in quel momento. Avrebbe sacrificato qualsiasi cosa (anche la sua tanto conquistata libertà) per vederla sorridere. Così prese una decisione storica: avrebbe riportato Bianca all'interno del Casinò!

 
E venne mattina. Rosso e Bianca stavano vicini, l'uno felice e fiammante d'amore, l'altra inquieta e pallida nella tensione dell'attesa. Il mondo si mise ben presto in movimento, con tutti i suoni e i colori del giorno e, dalla porta del Casinò, sbucò Toni il giardiniere. Prese la pompa per annaffiare il prato e "Guarda, guarda, due palline da Roulette!" esclamò, scorgendo i fuggitivi.

 
Li raccolse e li mise in tasca, col proposito di consegnarli più tardi al Croupier.

 
"Hai visto" gongolò Rosso "ce l'abbiamo fatta!".

 
Bianca si strinse più forte al suo eroe e, nel buio della tasca di Toni, il loro primo bacio risuonò con un TOC dalle infinite vibrazioni...

 
Era passato molto tempo da quella notte. Nessuno si era accorto che Rosso era un ex-dado adesso, a tutti gli effetti, era una pallina da Roulette, una delle due palline del tavolo numero 1, proprio quello vicino all'USCITA. L'altra era Bianca, diventata sua compagna dopo che aveva accettato di sposarlo.

 
Per l'occasione c'era stata una grande festa e tutto il Popolo dei Tavoli da Gioco aveva partecipato alla solenne cerimonia: i Dadi tirati a lucido, le Bilie ben levigate, le Carte passate nel talco profumato e le Fiches dai colori sgargianti. Avevano ballato e cantato e festeggiato tutto il giorno poi, prima che il Casinò riaprisse i battenti, ognuno era tornato silenzioso al suo posto.

 
A Rosso piaceva adesso quella vita e rotolava allegro nelle girandole della Roulette ma, dopo l'ultimo "Rien ne va plus!" pronunciato dal Croupier... un fremito lo percorreva sempre.

 
Così spingeva dolcemente Bianca sino all'uscita e insieme rotolavano fuori, per ascoltare in silenzio il respiro del mare.

 

  “...e Toni il giardiniere?" chiederete voi.

 
Beh, non capì mai come facessero le due palline da Roulette a ritrovarsi sul prato ogni giorno ma, pazientemente, continuò a riportarle dentro ogni sera, per molti anni ancora...

 

 


Lidia Menorello

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.