IL SIGNORE DEL SOGNO


IL SIGNORE DEL SOGNO

 


Illustrazione di Fabio M.Bodi

 

     

Aveva imparato a forzare la cortina dei sogni, orientandosi tra la nebbia dell'incoscienza. Gli uomini, dormendo, allontanavano tutte le difese, permettendogli così di penetrare nel loro mondo. Più d'una volta si era accostato al letto di un dormiente, ne aveva risvegliato l'anima astrale e, presala per mano, l'aveva condotta attraverso il Sacro Portale, lungo i corridoi di luci ed ombre che immettono nel Regno dell'Estasi.

 

Lui, il Signore del Sogno, era la leggenda che popolava i racconti diurni degli uomini e si avverava quando, visitandoli, regalava loro una notte di irrealtà.

 
Ad un patto, non poteva portarli una seconda volta nel Regno dell'Estasi perché, se solo l'avesse fatto, la condanna sarebbe stata terribile: l'esilio nella Valle dell'Oblio.

 
Una notte la cortina nebulosa, formata dai desideri nascosti degli uomini, si diradò, creando un passaggio obbligato. Il Signore del Sogno prese, allora, a fluttuare cauto lungo il tunnel lattescente e, arrivato dall'altra parte, trovò ad attenderlo una fanciulla.

 
"Finalmente!" esclamò la giovine "Signore del Sogno, portami con te, lontano da questo mondo dove la Realtà mi sta uccidendo, te ne prego!".

 

Innamoratosi della sua bellezza e impietosito dalle sue lacrime, il giovane Principe prese la fanciulla per mano e la condusse nel Regno dell'Estasi... quella notte e tutte le altre notti, eludendo la sorveglianza dei Guardiani del Sacro Portale. I giorni divennero, così, troppo lunghi per i due giovani innamorati, che intrecciavano ghirlande di promesse e serti di baci, sino alle prime luci dell'alba quando, annunciato da una musica di colori, il ponte dell'arcobaleno riconduceva al suo mondo la fanciulla.

 
Ma se il Signore del Sogno aveva dimenticato le leggi che regolavano il Regno di Morfeo... i Guardiani osservavano vigili e ben presto decisero di porre fine ai loro incontri. Si rivolsero, allora, alle feroci Chimere che, già da tempo, avevano fiutato la presenza della fanciulla, la sua anima astrale lasciava chiare impronte iridescenti lungo i viali del parco.

 
Al sorgere di una notte, più cupa e più lugubre di ogni altra notte ricordata sin dal primo tramonto del sole, decisi a punire per sempre i due giovani, i Guardiani attesero sulla soglia del Sacro Portale. Feroci, le Chimere arrivarono in silenzio e li circondarono per impedirne la fuga. Spietati, i Guardiani avvolsero l'anima astrale della Fanciulla e, cancellatane per sempre la memoria, la consegnarono alla Realtà, dopo aver gettato il Signore del Sogno nelle Prigioni dell'Incubo.

 
La mattina successiva, la Fanciulla si destò con una vaga sensazione di tristezza, in fondo al cuore. Ma aveva ormai dimenticato il suo Principe, così scosse il capo, come per cancellare un dolore sconosciuto, e si incamminò incontro al sole... che quel giorno le sembrò più freddo. "Arriva l'inverno" pensò rabbrividendo, mentre qualcosa, che cercava di farsi strada nei suoi sogni, andava irrimediabilmente svanendo...

 
Nelle Prigioni dell’Incubo, intanto, il giovane principe non voleva dimenticare e piangeva l'amore perduto, cullando quel ricordo che, un attimo prima di essere cancellato nella mente dell'amata, era riuscito a raccogliere nel riflesso di un suo sguardo. E pianse, per millenni, versando fiumi di lacrime che presero a sgorgare irrefrenabili dai suoi occhi, chiusi per sempre ai sogni degli uomini.

 
Finché Morfeo ne ebbe pietà e mandò il Sole a consolarlo. Entrato nella cella, cercò di rischiararne il buio, ma il dolore continuò a tenere chiusi gli occhi del Principe.

 
Mandò il Vento a consolarlo. Ma il Principe rimase sordo all'illusione delle parole degli uomini, rubate dal Vento e sussurrate tra le mura della sua cella.

 
Mandò, infine, la Morte a prenderlo per condurlo alla dimora della Felicità... ma nemmeno la dolce Signora riuscì a liberarlo dalle catene dell'Incubo. Il giovane Principe non voleva dimenticare e continuava a piangere, cullando ad occhi chiusi il disperato ricordo di un amore...

 
...Allora Morfeo si arrese. Ebbe pietà di un dolore tanto grande ed ostinato e concesse al prigioniero di tornare sulla terra. Così, una notte ogni mille anni, il giovane Principe attraversa il corridoio di nebbie per incontrare i sogni degli uomini e chiedere loro se hanno visto la Fanciulla amata. Sino all'alba quando, accompagnato dall'esile Aurora, torna a vagare nella Valle del Sogno, per mille anni ancora... sino alla fine dei tempi.

 

 

 

Dedicata ad Ognuno di Voi

 


Con Tanto Affetto dalla Sempre Vostra

 


Marmotta Lidia

 

 

 


Lidia Menorello

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.