L'ANIMA E LO SPECCHIO

L'ANIMA E LO SPECCHIO

 

Illustrazione di Fabio M. Bodi

 


 

 

Che strana vita, era la sua!

L'Uomo passava i giorni dormendo, annullato in quella stanza dalle pareti oscure. Dimentico di ogni passato e vuoto di sogni futuri. Galleggiava nella penombra senza suoni.

Contavano solo gli attimi di quel presente in cui si risvegliava, ogni qualvolta era chiamato allo specchio.

Dalla superficie levigata un altro Uomo, conosciuto, continuamente perso e ritrovato, scrutava dentro i suoi occhi, vuoti di sensazioni.

Lui, prigioniero di fili invisibili, era costretto a seguirne i volteggi, le smorfie, i capricci... per morirgli solamente quando questi voltava le spalle...

E a spalle voltate, l'Altro era ancora dietro a lui o si era già dileguato, come i sogni nebulosi e informi che riempivano il suo tempo senza spazio?

Rimasto solo, la vita si afflosciava nelle vene, come il sangue che credeva scorrervi dentro. Ricadeva, così, nel torpore e nell'attesa di essere chiamato ancora allo specchio, per vedersi nuovamente vivere, come feto ansioso di nascere e uscire dal nulla...

L'Uomo si risvegliò dal delirio del sonno e, automa impotente, andò allo specchio.

L'Altro lo guardò, gli sorrise (forse per la prima volta), alzò il braccio e, con un grido muto, scagliò qualcosa verso di lui...

Lacerata, la sua anima si frantumò in mille pezzi e un'esplosione di dolore disseminò il suo cuore in frammenti luccicanti.

Tagliente, la risposta recise i fili: LUI ERA LO SPECCHIO!

Prigioniera dell'Uomo che l'aveva finalmente liberata, l'IMMAGINE rispose al sorriso dell'Altro, moltiplicandolo in centinaia di schegge.

...Un raggio di sole si posò su un frammento, disegnando nell'aria i colori dell'iride e, tra il pulviscolo dorato, l'Anima dello Specchio salì verso il cielo.

Lidia Menorello

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